Basso elettrico artigianale in bubinga: come è fatto.

Tempo fa mi è capitato tra le mani un bel pezzo di legno di Bubinga, il colore era così intenso e naturale che ho subito progettato di realizzare qualcosa.

Considerando la durezza di questo legno ho pensato che l’ideale sarebbe stato realizzare un basso elettrico di liuteria dal suono intenso stile blues.

Nel momento in cui ho iniziato a lavorarlo, questo legno ha subito sprigionato una puzza pazzesca, se la dovessi descrivere direi che puzzava di scarpe dopo una settimana di allenamento in palestra. Un odore mai sentito su un legno, ma che è caratteristico del bubinga. Per fortuna esistono le mascherine!

Puzza a parte, il bubinga è un legno africano che principalmente viene utilizzato nella realizzazione di arredi e non è molto comune nella creazione di strumenti musicali. Nonostante ciò, alcune aziende di grosso calibro come la War­wick si sono avventurate nell’utilizzo di questo legno.

Considerate la pesantezza e la densità del bubinga mi aspettavo un ottimo sustain ed una sonorità su tutte le frequenze, e per evidenziare questa caratteristica ho scelto di realizzare il manico in mogano con tastiera in ebano.

Infine, dato che il suono di uno strumento dipende sia dal legno sia dai pick up, per mantenere un suono stile jazz ho scelto i pick up Nordstrand NP4 + NJ4.

Una volta montato tutto, ho deciso che non avrei mai coperto il colore naturale del bubinga, quindi ho usato vernici ad olio (che per fortuna hanno smorzato il caratteristico odore).

Quando l’ho provato il suono era esattamente quello che avevo immaginato: caldo e profondo, un sustain e volume pazzeschi e un buon attacco.

L’unico aspetto negativo è la pesantezza del basso dovuta all’utilizzo di un legno denso come il bubinga, ma è un dettaglio che passa in secondo piano se si pensa a come suona.

Volete conoscere nel dettaglio le caratteristiche tecniche di questo strumento?